Maurizio Ancidoni

Data di nascita: 21.11.1958

Luogo di nascita: Roma

Professione: direttore generale Sefit CDC

Hobby: calcio giovanile

In TV: Le avventure di Ciuffettino (1969)

A Teatro: Vita col Padre (Paolo Stoppa e R. Morelli)

Altre professioni svolte: imprenditore edile, ragioniere, doppiatore, fonico, attore.

Curiosità: Maurizio è il fratello di Sandro e Rossella Acerbo. 

 

Introduzione di Alessandro

Maurizio Ancidoni, è diciamo così... l'amico degli amici. Nel senso che sicuramente fra gli Ale's Friends è il più friend di tutti, nel senso più ampio, personale, professionale, umano ecc... Maurizio Ancidoni è una figura particolare, una figura tra virgolette molto importante oltre che molto interessante. Maurizio Ancidoni è l'inventore della moderna azienda del doppiaggio. La cosa può far sorridere ma in realtà è così. Esiste un doppiaggio prima della Sefit, esiste un doppiaggio dopo la Sefit. E naturalmente dire questo, significa dire esiste un doppiaggio prima di Maurizio Ancidoni e un doppiaggio dopo Maurizio Ancidoni. Inteso naturalmente del doppiaggio come struttura aziendale, come modo di produrre, come modo di organizzare il doppiaggio. La Sefit è un'azienda naturalmente molto grande e Maurizio è quello che l'ha inventata nel senso più profondo del termine, più originale del termine, raccogliendo delle eredità, ma sapendole modernizzare, sviluppare e creando diciamo così il colosso che in questo momento è la Sefit. Ma Maurizio Ancidoni nasce nel doppiaggio da bambino ed è una delle poche persone che lo ha attraversato tutto. Ha iniziato come attore, ha continuato come direttore di stabilimento, come fonico e tecnico ad altissimi livelli, fino ad arrivare ad essere un dirigente d'azienda."

Mini-biografia

Come ha già detto Alessandro io nasco nel lontano 1965 come doppiatore, successivamente sono stato anche considerato uno dei bambini prodigio della RAI, avendo fatto diversi sceneggiati importanti, tra cui uno di particolare successo che si chiamava "Le avventure di Ciuffettino" che è andato in onda negli anni 70. Notorietà che all'epoca peraltro neanche apprezzavo, perché durante tutto il periodo della messa in onda del programma ovviamente giravo per le strade come un bambino normale, come un bambino che andava a scuola, come un bambino che aveva attività sportive e quant'altro e chiaramente ero assalito dai miei coetanei e non solo, alla ricerca di autografi. Io ero un bambino estremamente timido e quindi non amavo assolutamente questo tipo di notorietà. Probabilmente la mia timidezza mi ha penalizzato successivamente quando sono cresciuto. 

 

A 14-15 anni ho continuato a fare doppiaggio. Attività che non ho mai amato profondamente perché mi annoiava essere chiuso nelle sale e questo poco amore si è evidenziato ancor più il giorno in cui ho cominciato a conoscere la macchina da presa e le telecamere. Stavo dicendo che la mia timidezza, probabilmente non mi ha aiutato a continuare la carriera di attore, anche se secondo gli addetti ai lavori dell'epoca avevo anche qualche numero, non dico per diventare Marlon Brando… ma visto alcuni degli attori che fanno le fiction oggi, sicuramente anch'io potevo far parte del gruppo. A prescindere da questo diciamo che il periodo di notorietà durò ancora 2 o 3 anni, perché dopo "le avventure di Ciuffettino" ho partecipato a un paio di sceneggiati in prima serata. Ho lavorato anche in teatro, quello è stato forse il momento più importante della mia vita, perché ho apprezzato il significato di fare l'attore con le emozioni con le soddisfazioni che comporta il teatro, il contatto col pubblico, il contatto con i grandi attori. Ho fatto una commedia molto importante con la grossa compagnia di Paolo Stoppa e Rina Morelli, si chiamava "Vita col Padre". E' una commedia che nasce credo negli anni 50 in Inghilterra poi arrivata in Italia, e se non ricordo male il primo che fece la parte che facevo io, quindi il più piccolo di 4 fratelli, credo che fosse Corrado Pani.

 

Non mi voglio dilungare troppo su quello che è stato il passato però questo passaggio è stato importante per la mia vita, perché questo allontanamento dalle macchine da presa, dalle telecamere, ha contribuito maggiormente a non farmi piacere il doppiaggio. Ho continuato a farlo solo perché mi faceva comodo qualche soldino in più in tasca, però lo facevo con grande distacco. Tutte le cose che si fanno con grande distacco quasi sempre non portano al raggiungimento di obiettivi importanti e così è stato per me. A 19 anni dopo aver preso il diploma ho deciso di partire immediatamente per il servizio militare, e quello è stato il distacco definitivo con il mondo del doppiaggio e con il mondo che oggi, come ha detto molto carinamente Alessandro, rappresento in maniera abbastanza importante.

 

Tornato dal servizio militare c'é stata una parentesi dove sono andato a finire in tutt'altro settore. Edilizia. Grazie a mio padre, che lavorava anche nel mondo dell'edilizia, costituii una società ad hoc proprio per trovarmi un'occupazione che m'interessasse. Anche questa parentesi è durata poco e casualmente, ma proprio casualmente,  mi sono ritrovato a lavorare dentro uno stabilimento di doppiaggio. Uno stabilimento di  doppiaggio molto piccolo, di poco conto, di poca importanza anche perché l'attività era quella rivolta più verso la produzione di documentari (Sereno Variabile, alcuni programmi per Quark). Mi sono ritrovato dentro quello stabilimento, quella struttura tecnica, e non ho motivo di nasconderlo a fare il semplice ragioniere perché io ho questo tipo di diploma, avevo iniziato l'università poi l'ho interrotta. Chiaramente era una cosa che mi stava scomoda, che facevo proprio per necessità perché a 21 anni o andavo all'università o andavo a lavorare. Sono riuscito a trovare degli spazi importanti grazie alla fiducia che mi ha dato all'epoca il mio datore di lavoro, cercando di emergere, cercando di darmi da fare per migliorare quella società, quell'azienda per il comparto doppiaggio anche se tutto era molto limitato. Racconto questa cosa perché è veramente buffa. Una delle cose più importanti che sono riuscito a fare all'interno di quella struttura è stata quella di ingrandirla trovando altri locali e guarda caso quei locali (sto parlando del 1983) oggi sono di proprietà della Sefit. Parlo degli stabilimenti che abbiamo in Viale Medaglie d'Oro.

 

Poi ho abbandonato quell'azienda perché riparte sempre in me la smania di voler fare qualcosa di nuovo: ho aperto un'attività in proprio che è durata 10 anni. Non mi voglio dilungare ancora, era solo per rispondere alla domanda di Alessandro: il motivo per cui sono più legato all'aspetto tecnico che non all'aspetto artistico anche se oggi come oggi sono convinto che tutte e due le cose debbano necessariamente lavorare parallelamente.  Il mercato moderno chiede questo, chiede un prodotto qualitativamente valido, dal punto di vista artistico e chiede altrettanto (se non di più grazie alle tecnologie che sono subentrate negli ultimi anni) un prodotto qualitativamente valido anche dal punto di vista tecnico. Come ha già anticipato Alessandro, la Sefit è stata proprio questo. E' stata la sinergia, l’unione di strutture tecniche già note gestite da altre persone, al patrimonio della storicamente più grossa società di doppiaggio che è sempre esistita ovvero la CDC. Ci siamo avventurati in questa operazione e devo dire che devo essere molto grato a tutti coloro che sostanzialmente hanno creduto in me. Perché è stato un momento di passaggio storico della CDC, perché comunque sia noi, oggi, nonostante siamo una società per azioni, una società di capitali, noi siamo figli della CDC.

 

La CDC nasce nel 1947, noi siamo stati coloro che hanno portato avanti il marchio, infatti ancora ce ne fregiamo. I soci della vecchia CDC mi hanno dato fiducia e sono stato affiancato per un periodo da un'altra persona che è stato l'ultimo amministratore della CDC intesa come cooperativa: Franco Marinoni al quale devo un ringraziamento, perché è stato forse il principale artefice della mia candidatura a capo della Sefit. Quindi le motivazioni che mi hanno spinto a costituire questa società sono state molteplici: la grande passione per questo lavoro che, come ha sottolineato Alessandro, è un lavoro che veramente... Non voglio essere vanitoso né presuntuoso, ma credo che pochi come me conoscano il mondo del doppiaggio in tutti i suoi aspetti, non perché sia più bravo o più intelligente degli altri, semplicemente perché nell'arco della mia lunga vita lavorativa ho avuto modo di toccarne con mano tutte le varie sfaccettature. Ho fatto un bel cocktail, spero di essere riuscito a fare qualcosa di buono e di soddisfacente per tutti i miei amici che mi hanno dato fiducia."

 

Foto Gallery

Intervista a Maurizio Ancidoni

A quale di tutte le esperienze nel mondo del doppiaggio che tu hai attraversato tutto, ti senti emotivamente più legato?

 

Sicuramente all'aspetto tecnico, perché diciamo è la mia origine post attore. Non ho mai amato profondamente perché mi annoiava essere chiuso nelle sale e questo poco amore si è evidenziato ancor più il giorno in cui ho cominciato a conoscere la macchina da presa e le telecamere. Sono più legato all'aspetto tecnico che non all'aspetto artistico anche se oggi come oggi sono convinto che tutte e due le cose debbano necessariamente lavorare parallelamente anche perché il mercato moderno chiede questo, chiede un prodotto qualitativamente valido, dal punto di vista artistico, chiede altrettanto se non di più grazie alle tecnologie che sono subentrate negli ultimi anni un prodotto qualitativamente valido anche dal punto di vista tecnico.

Come definiresti il mondo del doppiaggio?

 

Bizzarro! Un'attività bizzarra.

Se fossi un doppiatore quale attore ti piacerebbe doppiare?

 

Robert De Niro.

Come dirigente d'azienda, quale altra azienda ti piacerebbe dirigere?

 

La Ferrari.

Una cosa che invidi a quell'azienda...

 

Il mondo che frequentano. 

La Sefit è un'azienda molto invidiata nel settore. Cosa pensi che invidino alla Sefit?

 

Il fatto di essere stata la prima a strutturarsi come azienda in questo mondo.

Cosa consigli a chi vuole diventare doppiatore?

 

Di non farlo, visto il momento.

Cosa consigli a chi vuole dirigere un'azienda di doppiaggio?

 

Di cercare di conoscere tutte le sfaccettature che compongono il mondo del doppiaggio che non sono poche.

Un tuo hobby?

 

Seguire il calcio giovanile.

Il tuo miglior pregio, il tuo peggior difetto...

 

Pregio la disponibilità, difetto... anche se mi sto modificando, a Roma si dice PUZZAROLO o PUZZONE!

Il piatto che preferisci?

 

Pasta in genere. Tutti i tipi di qualità.

Dove vorresti essere, se potessi... in questo momento?

 

Su una barca a vela ovunque, in un mare bello, da solo magari.

Che tipo di musica ascolti?

 

Non sono un grande appassionato di musica, sento musica di tutti i tipi.

L'ultimo libro che hai letto?

 

La mia America, di Enzo Biagi.

L'ultimo regalo che hai ricevuto?

 

Una telecamera digitale.

 

Altre Risorse

L'introduzione di Alessandro, il sito ufficiale della Sefit CDC, sondaggi, curiosità ed altro ancora...

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